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Il settore del turismo all’aria aperta cambia passo. Con il DPR n. 73/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio 2026, arrivano importanti semplificazioni in materia di autorizzazione paesaggistica per campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive all’aperto.

La novità più rilevante riguarda proprio uno degli elementi oggi più diffusi nel turismo outdoor: le case mobili.

Dal 27 maggio 2026, infatti, la collocazione di case mobili, caravan e autocaravan all’interno di strutture turistico-ricettive all’aperto già autorizzate può essere esclusa dall’obbligo di una nuova autorizzazione paesaggistica, purché vengano rispettati specifici requisiti.

Una modifica importante per campeggi e villaggi turistici che potranno organizzare e rinnovare più facilmente le proprie aree attrezzate, rendendo più semplice anche l’inserimento di nuove soluzioni abitative mobili.

Ma cosa cambia davvero? E soprattutto: questa semplificazione vale per tutte le case mobili?

 

DPR 73/2026: cosa prevede la nuova normativa per le case mobili

Il DPR 73/2026 modifica il precedente DPR 31/2017, il regolamento che individua gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura semplificata.

L’obiettivo della modifica è quello di chiarire il rapporto tra:

  • tutela del paesaggio;
  • sviluppo del turismo all’aperto;
  • installazione di strutture mobili per il soggiorno turistico.

La norma introduce una distinzione fondamentale:

  • alcune installazioni di case mobili e mezzi mobili di pernottamento vengono escluse dall’autorizzazione paesaggistica;
  • altri interventi sulle aree attrezzate dei campeggi possono invece accedere alla procedura paesaggistica semplificata.

In pratica, il legislatore riconosce che una casa mobile realmente rimovibile e inserita in una struttura già autorizzata non rappresenta una trasformazione permanente del territorio.

 

Case mobili senza autorizzazione paesaggistica: quando è possibile?

La semplificazione introdotta dal DPR 73/2026 non riguarda qualsiasi casa mobile.

Per rientrare nell’esclusione dall’autorizzazione paesaggistica devono essere presenti tutte le condizioni previste dalla normativa.

 

  1. La struttura deve essere già autorizzata

La casa mobile deve essere installata all’interno di:

  • campeggi;
  • villaggi turistici;
  • strutture ricettive all’aperto;

che siano già dotate di autorizzazione paesaggistica.

L’autorizzazione deve riguardare anche le aree attrezzate con relative utenze, come:

  • collegamenti elettrici;
  • rete idrica;
  • rete fognaria.

Quindi la nuova norma non riguarda terreni privati o aree non autorizzate.

 

  1. La casa mobile deve mantenere le caratteristiche di mobilità

Uno degli aspetti centrali della nuova disciplina è il concetto di reale amovibilità.

La casa mobile deve:

  • rispettare le caratteristiche dei veicoli ricreazionali;
  • avere requisiti compatibili con circolazione o trasporto su strada;
  • poter essere rimossa senza modificare definitivamente il territorio.

La normativa, quindi, non considera “mobile” un manufatto che, anche se commercialmente definito casa mobile, viene trasformato in una struttura stabile.

 

  1. Nessun collegamento permanente al terreno

La casa mobile non deve essere ancorata in modo permanente al suolo.

Sono ammessi collegamenti tecnologici purché siano:

  • facilmente rimovibili;
  • reversibili;
  • non assimilabili a opere fisse.

Questo significa che l’installazione deve poter essere smontata senza lasciare una trasformazione permanente dell’area.

 

Cosa cambia per campeggi e villaggi turistici?

La nuova normativa rappresenta un’opportunità importante per il settore del turismo outdoor.

Per molti operatori significa maggiore flessibilità nella gestione degli spazi e nella possibilità di:

  • rinnovare le piazzole;
  • sostituire vecchie strutture;
  • inserire nuove case mobili;
  • migliorare l’offerta ricettiva.

La semplificazione riduce infatti tempi e complessità burocratiche, rendendo più semplice programmare investimenti e ampliamenti qualitativi delle strutture già autorizzate.

Per esempio, un campeggio che vuole sostituire vecchie unità abitative mobili con modelli più moderni e confortevoli potrà beneficiare di un quadro normativo più chiaro.

 

Non solo case mobili: autorizzazione paesaggistica semplificata per alcune modifiche ai campeggi

Il DPR 73/2026 interviene anche sugli interventi relativi alle aree attrezzate.

Alcune modifiche passano infatti dalla procedura ordinaria a quella semplificata.

Rientrano tra queste:

  • realizzazione o modifica delle infrastrutture a rete;
  • variazione del numero delle aree attrezzate;
  • diversa distribuzione delle aree dotate di utenze.

La condizione fondamentale è che:

  • non vengano realizzate nuove costruzioni;
  • non aumenti la capacità ricettiva della struttura.

Quindi non si tratta di una liberalizzazione completa, ma di una procedura più veloce per interventi organizzativi e di miglioramento.

 

Cosa NON cambia con il DPR 73/2026

È importante chiarire alcuni aspetti perché la nuova norma non significa che tutte le case mobili siano automaticamente libere da autorizzazioni.

Il DPR 73/2026 non riguarda:

Case mobili installate su terreni privati

Se una casa mobile viene posizionata fuori da una struttura ricettiva autorizzata, continuano ad applicarsi le regole ordinarie.

Installazioni permanenti

Se la struttura viene trasformata in un manufatto stabile collegato permanentemente al terreno, non rientra nella semplificazione.

Campeggi non autorizzati

La norma riguarda esclusivamente strutture già regolari sotto il profilo urbanistico e paesaggistico.

La semplificazione, quindi, non sana situazioni irregolari già esistenti.

 

Perché questa modifica è importante per il futuro delle case mobili

Il mercato delle case mobili sta vivendo una crescita importante grazie alla richiesta di soluzioni abitative flessibili, sostenibili e adatte al turismo esperienziale.

Il DPR 73/2026 va nella direzione di un settore più moderno, dove le strutture ricettive possono investire più facilmente in:

  • comfort;
  • qualità degli alloggi;
  • rinnovamento delle piazzole;
  • nuove formule di ospitalità.

Per chi gestisce un campeggio o un villaggio turistico, questa novità rappresenta quindi un’opportunità per valorizzare maggiormente gli spazi disponibili.

Per chi invece sta valutando l’acquisto di una casa mobile per una struttura turistica, resta fondamentale verificare sempre che il campeggio scelto sia già in possesso delle autorizzazioni necessarie.

 

Case mobili e nuove normative: affidarsi a un settore specializzato

Le nuove disposizioni confermano una tendenza chiara: le case mobili stanno diventando sempre più una soluzione strategica per il turismo outdoor.

Tuttavia, conoscere la normativa è essenziale per evitare errori e scegliere soluzioni realmente compatibili con il contesto di installazione.

4Springs, grazie alla propria esperienza nel settore delle case mobili nuove e usate, supporta clienti e operatori nella scelta delle soluzioni più adatte alle diverse esigenze, offrendo un’ampia disponibilità di modelli pensati per campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive.

La semplificazione normativa apre nuove possibilità: il futuro dell’ospitalità all’aperto passa sempre più attraverso abitazioni mobili moderne, funzionali e facilmente integrabili negli spazi turistici.

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