Dal 27 maggio 2026 nuove regole per case mobili, villaggi turistici e campeggi: meno burocrazia, ma solo a determinate condizioni
- Redazione
- 25/06/2026
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Il settore del turismo all’aria aperta cambia passo. Con il DPR n. 73/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio 2026, arrivano importanti semplificazioni in materia di autorizzazione paesaggistica per campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive all’aperto.
La novità più rilevante riguarda proprio uno degli elementi oggi più diffusi nel turismo outdoor: le case mobili.
Dal 27 maggio 2026, infatti, la collocazione di case mobili, caravan e autocaravan all’interno di strutture turistico-ricettive all’aperto già autorizzate può essere esclusa dall’obbligo di una nuova autorizzazione paesaggistica, purché vengano rispettati specifici requisiti.
Una modifica importante per campeggi e villaggi turistici che potranno organizzare e rinnovare più facilmente le proprie aree attrezzate, rendendo più semplice anche l’inserimento di nuove soluzioni abitative mobili.
Ma cosa cambia davvero? E soprattutto: questa semplificazione vale per tutte le case mobili?
Il DPR 73/2026 modifica il precedente DPR 31/2017, il regolamento che individua gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura semplificata.
L’obiettivo della modifica è quello di chiarire il rapporto tra:
La norma introduce una distinzione fondamentale:
In pratica, il legislatore riconosce che una casa mobile realmente rimovibile e inserita in una struttura già autorizzata non rappresenta una trasformazione permanente del territorio.
La semplificazione introdotta dal DPR 73/2026 non riguarda qualsiasi casa mobile.
Per rientrare nell’esclusione dall’autorizzazione paesaggistica devono essere presenti tutte le condizioni previste dalla normativa.
La casa mobile deve essere installata all’interno di:
che siano già dotate di autorizzazione paesaggistica.
L’autorizzazione deve riguardare anche le aree attrezzate con relative utenze, come:
Quindi la nuova norma non riguarda terreni privati o aree non autorizzate.
Uno degli aspetti centrali della nuova disciplina è il concetto di reale amovibilità.
La casa mobile deve:
La normativa, quindi, non considera “mobile” un manufatto che, anche se commercialmente definito casa mobile, viene trasformato in una struttura stabile.
La casa mobile non deve essere ancorata in modo permanente al suolo.
Sono ammessi collegamenti tecnologici purché siano:
Questo significa che l’installazione deve poter essere smontata senza lasciare una trasformazione permanente dell’area.
La nuova normativa rappresenta un’opportunità importante per il settore del turismo outdoor.
Per molti operatori significa maggiore flessibilità nella gestione degli spazi e nella possibilità di:
La semplificazione riduce infatti tempi e complessità burocratiche, rendendo più semplice programmare investimenti e ampliamenti qualitativi delle strutture già autorizzate.
Per esempio, un campeggio che vuole sostituire vecchie unità abitative mobili con modelli più moderni e confortevoli potrà beneficiare di un quadro normativo più chiaro.
Il DPR 73/2026 interviene anche sugli interventi relativi alle aree attrezzate.
Alcune modifiche passano infatti dalla procedura ordinaria a quella semplificata.
Rientrano tra queste:
La condizione fondamentale è che:
Quindi non si tratta di una liberalizzazione completa, ma di una procedura più veloce per interventi organizzativi e di miglioramento.
È importante chiarire alcuni aspetti perché la nuova norma non significa che tutte le case mobili siano automaticamente libere da autorizzazioni.
Il DPR 73/2026 non riguarda:
Case mobili installate su terreni privati
Se una casa mobile viene posizionata fuori da una struttura ricettiva autorizzata, continuano ad applicarsi le regole ordinarie.
Installazioni permanenti
Se la struttura viene trasformata in un manufatto stabile collegato permanentemente al terreno, non rientra nella semplificazione.
Campeggi non autorizzati
La norma riguarda esclusivamente strutture già regolari sotto il profilo urbanistico e paesaggistico.
La semplificazione, quindi, non sana situazioni irregolari già esistenti.
Il mercato delle case mobili sta vivendo una crescita importante grazie alla richiesta di soluzioni abitative flessibili, sostenibili e adatte al turismo esperienziale.
Il DPR 73/2026 va nella direzione di un settore più moderno, dove le strutture ricettive possono investire più facilmente in:
Per chi gestisce un campeggio o un villaggio turistico, questa novità rappresenta quindi un’opportunità per valorizzare maggiormente gli spazi disponibili.
Per chi invece sta valutando l’acquisto di una casa mobile per una struttura turistica, resta fondamentale verificare sempre che il campeggio scelto sia già in possesso delle autorizzazioni necessarie.
Le nuove disposizioni confermano una tendenza chiara: le case mobili stanno diventando sempre più una soluzione strategica per il turismo outdoor.
Tuttavia, conoscere la normativa è essenziale per evitare errori e scegliere soluzioni realmente compatibili con il contesto di installazione.
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La semplificazione normativa apre nuove possibilità: il futuro dell’ospitalità all’aperto passa sempre più attraverso abitazioni mobili moderne, funzionali e facilmente integrabili negli spazi turistici.